FLAI CGIL: PLAUSO AI CARABINIERI DI LATINA PER L'INDAGINE "JOB TAX" CONTRO IL CAPORALATO


L’operazione portata a termine oggi dai Carabinieri in un’ azienda Agricola con sede a San Felice Circeo ma con siti produttivi tra Terracina e Sabaudia non è che l’ennesima prova che evidenzia un sistema in questo territorio da sempre denunciato dalla FLAI CGIL.

Purtroppo malaffare e sfruttamento contraddistinguono un importante numero di aziende agricole del territorio pontino. Nonostante gli sforzi e le azioni concrete del Legislatore e dell’azione contrattuale tra organizzazioni sindacali e organizzazioni datoriali, si è lontani dallo scalfire il dramma che si consuma nelle campagne nostrane.

Suppur il sentire comune, l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni riguardo i fenomeni di caporalato e di sfruttamento illecito della manodopera sia cambiato, ed oggi il senso di consapevolezza e percezione è aumentato, siamo ben lontani dalla rivoluzione culturale necessaria per poter affrontare la condizione in cui versano donne e uomini impiegati nelle nostre campagne con l’unica colpa di ricercare condizioni migliori per sè e per le loro famiglie.

Minacce ed estorsione a danno dei lavoratori, intermediazione illecita di manodopera, occultamento di prove, mancato rispetto degli obblighi di formazione e informazione sulla sicurezza, mancata distribuzione dei dispositivi di protezione individuali, costruzione di falsa documentazione fiscale, lavoro non in regola, omesso versamento della contribuzione previdenziale si traducono in fatti umanamente inaccettabili ovvero operai agricoli ammassati a bordo di furgoni, mezzo “obbligatorio” per lo spostamento, a costo di 6 € al giorno, lavoratori pagati 4,5 € l’ora per un numero di ore pari a 10 o 11 o peggio ancora pochi centesimi a mazzetto di ravanelli e costretti all’utilizzo di presidi fitosanitari, avvolte illegali, senza alcuna protezione.

Con questo facciamo i conti ogni giorno nelle campagne, il tutto per massimizzare la produzione e i profitti a danno delle donne e degli uomini che vi lavorano e, come in questo caso, a danno della salute e dell’incolumità dei consumatori che quei prodotti mangiano.

Se si vuole aggredire realmente questo Sistema c’è bisogno del potenziamento dell’Ispettorato del Lavoro, che chi ha la responsabilità di far funzionare la Sezione territoriale della Cabina di regia per il lavoro agricolo di qualità si decida a metterla in condizione di agire per tutte quelle materie che la L. 199/2016 gli assegna, il riconoscimento della “clausola sulla condizionalità sociale” nella PAC per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali.

Ancor di più c’è bisogno della piena consapevolezza e di una forte presa di posizione da parte dei molti imprenditori agricoli che operano nella legalità e che sono costretti a confrontarsi con “il mercato dei prodotti agricoli” dopato dalla presenza di aziende criminali.

Gli uomini e le donne addetti al lavoro della terra il 30 aprile SCIOPERERANNO perchè sono stati dimenticati.

Dopo la retorica dei “lavoratori essenziali”, delle prime ore dopo la diffusione della Pandemia, ad un anno di distanza, tutti i provvedimenti governativi, invece, li hanno dimenticati.

Ecco, oltre allo scalpore di qualche ora a seguito di fatti incresciosi, dopo la solidarietà a seguito degli arresti oppure di qualche incidente sul lavoro c’è bisogno che tutti comprendano che siamo ciò che mangiamo.