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"ERO STRANIERO – L’UMANITÀ CHE FA BENE" L’INTERVENTO DELLA FLAI A VENT’ANNI DALLA BOSSI-FINI


A vent’anni dalla legge “Bossi-Fini” in Senato si fa un bilancio. Il convegno “Immigrazione tra lavoro e diritti: una riforma necessaria”, organizzato dalla campagna “Ero straniero”, è stata l’occasione per un confronto approfondito sui limiti del sistema attuale e sulle potenziali opportunità di una gestione totalmente diversa.

È Laura Hardeep Kaur, sindacalista Flai Cgil di Frosinone Latina, a raccontare come il sindacato dell’agroindustria sia diventato un punto di riferimento per lavoratrici e lavoratori agricoli della pianura pontina, più volte finita sotto i riflettori dei media per storie di ordinario sfruttamento. “Buste paga di quattro, cinque giornate a fronte di un mese intero di lavoro, ricattati dei caporali – racconta – e sto parlando dei più fortunati, quelli che un posto di lavoro e un permesso lo hanno”.

“In presenza dei requisiti per poter accedere alle domande di regolarizzazione – spiega la sindacalista della Flai – non abbiamo comunque certezze sui tempi. Ci danno appuntamenti a nove mesi per le richieste di un permesso di soggiorno. Una beffa”.

Le parole di Laura denunciano una vera e propria economia sommersa, “mafia capitale aveva capito benissimo che con l’immigrazione si può guadagnare più che con la droga”. Con il Sindacato di strada la Flai Cgil sta percorrendo l’intera penisola, la Bossi-Fini e il Decreto flussi hanno complicato moltissimo la vita dei lavoratori immigrati, “loro ci fanno ogni tipo di domanda. Ad esempio, come dovrebbe fare un datore di lavoro a presentare richieste lavorative per chi sta dall’altra parte del mondo e non parla una parola di italiano? Non sono numeri ma persone in carne e ossa”. Uscire dalla gestione emergenziale significa guardare al futuro. Perché il futuro è nel melting pot, nell’incontro fra tradizioni e culture diverse.

GUARDA L'INTERVENTO DAL MINUTO 45:40 

PACE, LAVORO, GIUSTIZIA SOCIALE, DEMOCRAZIA CAMMINANO INSIEME. MANIFESTAZIONE NAZIONALE 18 GIUGNO A ROMA


PER LA PACE

La condizione che stiamo attraversando è straordinaria: pandemia, guerra, nuovo paradigma digitale, ambientale ed energetico hanno travolto e messo in discussione tutto.

Il momento delle scelte è adesso, e ha bisogno di una larga condivisione di idee e partecipazione del mondo del lavoro e di tutta la società civile per cambiare lo stato delle cose verso un nuovo mondo, una nuova Europa, un nuovo Paese.

Subito e guardando al futuro!

La guerra è sempre orrore e devastazione, oggi è stata portata nel cuore dell’Europa dalla criminale aggressione della Russia di Putin all’Ucraina. In guerra i primi a soffrire sono le lavoratrici e i lavoratori, i primi a morire sono i giovani sotto le armi, le donne, i bambini e gli anziani che non riescono a fuggire. E le conseguenze drammatiche sul popolo ucraino rischiano di espandersi ulteriormente se non si lavora con determinazione per la pace.

Gli effetti anche oltre i confini del continente europeo sono già evidenti, a partire dalla crisi alimentare a causa del blocco all’esportazione del grano e alla crescita dell’instabilità in vaste aree del mondo.

La CGIL si è impegnata da subito contro l’invasione russa, a sostegno degli ucraini, della democrazia e del diritto all’autodeterminazione attraverso aiuti umanitari e progetti di accoglienza. Ma anche per chiedere il cessate il fuoco e costruire la pace attraverso il negoziato. La guerra non si ferma con la guerra né con l’aumento delle spese militari ma dando vita come proposto dal nostro Presidente della Repubblica a una nuova conferenza internazionale di pace sul modello di Helsinki del 1975 per intraprendere la strada del disarmo, della coesistenza e di un nuovo multilateralismo.

L’Europa, ed in essa l’Italia, può e deve svolgere un’azione diplomatica attiva per una pace duratura e proporsi come fondamentale elemento di garanzia contro la crescita di logiche nazionaliste xenofobe e discriminatorie.

Il nostro impegno è affermare in Europa una cultura di garanzie universali dei diritti umani e di accoglienza verso tutti coloro che sono vittime e profughi della guerra.


PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Bisogna investire per combattere ora vecchie e nuove povertà, per una società sostenibile improntata alla giustizia sociale, al lavoro stabile e dignitoso. Occorre ridurre i divari e le diseguaglianze sociali e territoriali che la crisi ha acuito. Per questo, l’Europa non deve tornare alla politica di austerity, ma rendere strutturale il modello di Next Generation EU, assunto per affrontare gli effetti della pandemia, per una politica economica espansiva che investa nello Stato sociale e in un nuovo modello di sviluppo.

Bisogna rimettere al centro il lavoro, fare della giustizia sociale il parametro delle scelte politiche e di investimento e utilizzare le risorse europee e nazionali per affrontare la transizione digitale e ambientale senza lasciare indietro nessuno, garantendo il diritto alla salute, alla conoscenza, all’invecchiamento attivo.

Cambiare il presente, guardando al futuro oggi vuol dire aiutare chi ha redditi più bassi e chi è più in difficoltà – lavoratori, pensionati, precari, Partite IVA, disoccupati. La perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, per la crescita dell’inflazione necessita di una risposta immediata.

Il bonus di 200 euro una tantum previsto dal Governo è una prima risposta alle richieste sindacali, ma bisogna fare di più aumentando il netto della busta paga e delle pensioni.

Abbiamo alcune proposte che vanno in questa direzione:
  • rafforzare il bonus energia allargando la platea;
  • aumentare la decontribuzione sui salari e per i pensionati il valore e la platea dei beneficiari della c.d. quattordicesima;
  • indicizzare le detrazioni per lavoro dipendente e pensionati;
  • riaffermare il sistema di welfare pubblico: sanità, sociale, istruzione, pensioni.

Le risorse necessarie possono essere così recuperate:
  • prevedere un eventuale scostamento di bilancio per rispondere all’emergenza;
  • tassare gli extra profitti. Il Governo ci ha dato ascolto, portando dal 10 al 25% la tassazione delle imprese energetiche, ma non basta. Ci sono altri settori in condizioni simili e si può ottenere di più;
  • introdurre un contributo di solidarietà straordinario sulle grandi ricchezze e sulle reali capacità contributive cresciuti anche durante la pandemia;
  • una vera riforma fiscale progressiva e redistributiva, come chiesto nella piattaforma unitaria CGIL-CISL-UIL e sostenuta con lo sciopero generale di CGIL e UIL del 16 dicembre scorso.

Bisogna dire basta alla dilagante precarietà, al part time involontario, al finto lavoro autonomo, al lavoro povero e sommerso, per puntare su un lavoro con pieni diritti e qualità:
  • cancellare le forme più precarie di lavoro riducendo così le tipologie contrattuali, per affermare la centralità del tempo indeterminato come forma comune di rapporto di lavoro.
  • Intervenire sul tempo determinato affinché, legato a specifiche causali, risponda solo ad effettive e limitate necessità.
  • Intervenire per regolare il lavoro autonomo e parasubordinato, allargando diritti e tutele.
  • Introdurre un unico contratto di inserimento al lavoro con percorso di formazione e con garanzie di stabilità.
  • Istituire nella necessaria e non più rinviabile riforma delle pensioni, la pensione di garanzia per le carriere precarie e per i percorsi di lavoro discontinui che dia certezza di reddito in prospettiva.

Maggiore giustizia e sicurezza sociale hanno bisogno di investimenti nello stato sociale e nel welfare pubblico.

Bisogna garantire le risorse necessarie al funzionamento dei servizi pubblici e assumere a tempo indeterminato le migliaia di precari che fanno funzionare scuole, uffici pubblici, sanità, assistenza. In particolare vanno stabilizzati subito i precari della sanità che ci hanno assistito e curato nella pandemia.

È necessario aumentare il finanziamento del SSN, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e varare una legge sulla non autosufficienza per garantire la presa in carico delle persone e la risposta ai loro bisogni da parte dei servizi pubblici.

Allo stesso modo va sostenuto il sistema di istruzione pubblico che ha garantito nel biennio pandemico la tenuta della scuola pubblica e che attende un pieno riconoscimento del proprio valore sociale attraverso investimenti strutturali e la valorizzazione della professione docente e ATA.

È il momento di realizzare un piano straordinario di assunzioni finalizzato ad aumentare l’occupazione di donne e giovani con una particolare priorità al mezzogiorno e condizionare al raggiungimento di questi obiettivi le tante risorse e incentivi destinati alle imprese.

Garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è al centro della nostra proposta: non un costo ma un investimento per il presente e per il futuro.

Bisogna aumentare i controlli ed eliminare le cause degli infortuni e delle morti sul lavoro: serve un netto contrasto alla precarietà, un intervento deciso sulla catena degli appalti e dei subappalti rendendo effettive e esigibili la clausola sociale, il rispetto dei contratti nazionali, e la pensione anticipata per chi fa lavori usuranti e gravosi.

Le imprese che godono di sostegni pubblici devono essere vincolate ad investire in sicurezza e va ulteriormente aumentato il numero degli ispettori e potenziare i servizi di medicina del lavoro territoriali.

Affrontare la transizione digitale e ambientale significa mettere in campo vere politiche industriali, di sviluppo, del turismo e della cultura. Il Governo deve aprire il confronto su questo perché non è più possibile rincorrere le crisi o assistere allo smantellamento del nostro sistema produttivo, lasciato in mano alle dinamiche del mercato e alle scelte di fondi finanziari e multinazionali. Risultano preoccupanti, in questo senso, le scelte proposte nel disegno di legge “Concorrenza 2022” che affiderebbe al mercato la gestione dei servizi fondamentali e asset strategici quali i porti, i trasporti, i rifiuti, l’energia e l’acqua.

È necessario accompagnare la transizione energetica e ambientale del modello di sviluppo del nostro Paese, attraverso un forte ruolo dello Stato e del sistema pubblico, con un intervento strutturato e governato per la riconversione dei settori produttivi più esposti e un piano per la giusta transizione con strumenti adeguati e ammortizzatori sociali specifici, che riconoscano pienamente la formazione nell’orario di lavoro e incentivino la redistribuzione/riduzione degli orari di lavoro.

È una esigenza del mondo del lavoro e del nostro sistema economico rafforzare il ruolo del Contratto Nazionale nella sua funzione di tutela e aumento reale del potere d’acquisto dei salari e pertanto di procedere con questo obiettivo nei loro rinnovi.

Per questo non è condivisibile la posizione espressa dal Presidente di Confindustria che nei fatti rischia di produrre un blocco dei rinnovi contrattuali nazionali e della contrattazione collettiva di secondo livello.

In questo contesto è giusto vincolare i sostegni pubblici al sistema delle imprese, alla tutela dell’occupazione, alle assunzioni stabili, al rispetto normativo e salariale dei contratti nazionali di lavoro e del loro rinnovo.

In questo quadro è sempre più necessario un provvedimento legislativo di sostegno all’esercizio della contrattazione collettiva, che assegni validità generale ai contenuti dei Contratti Nazionali, certifichi la rappresentanza delle parti che li stipulano, garantisca il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad eleggere le RSU in tutti i luoghi di lavoro e sancisca il loro diritto a validare i contratti collettivi che li riguardano tramite il voto.

Per queste ragioni e sulla base della Direttiva Europea che mira a garantire salari dignitosi e rafforzare la contrattazione collettiva, è giusto introdurre e regolare anche in Italia un salario minimo.

Condividiamo il percorso indicato dal Ministro del Lavoro che in applicazione dell’Art. 36 della Costituzione propone di prendere a riferimento il trattamento economico complessivo definito dai contratti nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, e consideriamo necessario prevedere un provvedimento legislativo come sopra richiamato.


PER LA DEMOCRAZIA

La CGIL impegna tutte le Camere del lavoro a convocare assemblee pubbliche di delegate e delegati e attivisti delle leghe, per discutere le nostre proposte, anche insieme agli studenti e alle associazioni presenti sul territorio, invitando rappresentanti delle istituzioni, dei Comuni e delle Regioni, a confrontarsi con noi.

Questo percorso di discussione e mobilitazione sul territorio e nei luoghi di lavoro si concluderà con una GRANDE ASSEMBLEA NAZIONALE in forma aperta da svolgere a Roma il 18 giugno 2022.



CCNL OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI, UN RINNOVO DI QUALITÀ!




24 maggio 2022 - “Questa notte abbiamo rinnovato il contratto degli operai agricoli e florovivaisti, un contratto importante per la categoria e per tutta la filiera agroalimentare, che interessa oltre un milione di lavoratrici e lavoratori. In questo particolare momento la nostra preoccupazione era mettere al riparo il contatto dalle impennate dell’inflazione che continua ad erodere il potere d’acquisto dei lavoratori. Lo abbiamo fatto, ottenendo un rinnovo di qualità”. Così Giovanni Mininni, Segretario generale Flai Cgil, commenta la sigla del Ccnl operai agricoli e florovivaisti.

“Nella parte salariale abbiamo conseguito un incremento del 4,7% e, cosa importante, le tre tranche verranno erogate tutte entro l’anno, dal primo giugno. Inoltre, nel settembre 2023, le parti si incontreranno per valutare l’inflazione reale e il suo distacco dal 4,7%, recuperando questa differenza e facendo il raffronto con la situazione reale del Paese.

Il contratto – prosegue Mininni – prevede elementi per noi molto importanti: abbiamo aumentato le tutele per le donne, coprendo al 100% il periodo di maternità obbligatoria e ampliato le tutele per le donne vittime di violenza. In tema ancora di welfare, è stata istituita una Cassa Rischio Vita”.

“lo sforzo che abbiamo fatto – conclude il Segretari generale della Flai Cgil – è stato quello di mettere a riparo il contratto nazionale e dare effettiva tutela alle persone che rappresentiamo, come Flai ci sentiamo orgogliosi di aver compiuto questo lavoro che valorizza un settore e persone che creano ricchezza nella filiera agroalimentare e sono sempre più importanti nel nostro Paese”.

DIRITTI NEGATI IN AGRICOLTURA


Ai più sembrerà fin troppo ovvio ribadire che lo sciopero rappresenta da sempre il principale strumento di lotta sindacale, con il quale i lavoratori hanno ottenuto le più importanti conquiste in termini di regolazione dei propri rapporti con i datori di lavoro.

Proprio per questo ci sorprendono le dichiarazioni di chi, in questi giorni da un lato dice di organizzare uno sciopero e dall’altro consiglia ai lavoratori stessi di iniziare a lavorare 2/3 ore prima dell'orario in cui sono soliti piegarsi nei campi, per non arrecare danno alle aziende, insultando la memoria di chi, per quel diritto a rivendicare migliori condizioni di lavoro, ha dato la vita.

Astenersi in maniera collettiva serve ad esercitare una pressione sui datori di lavoro forte per farsi ascoltare. Lo sciopero è una cosa seria! L’art. 40 della Costituzione lo riconosce. Lo sfruttamento e il caporalato, purtroppo, sono una piaga!

Non si può più tollerare chi dice che lo sciopero non vuole colpire caporali e aziende sfruttatrici, anzi, bisogna alzare la voce e mettere all’angolo chi decide volutamente di lucrare sulla pelle dei lavoratori, arrecando un danno all’ economia generale.

Integrazione vuol dire non fare un passo indietro di fronte alla denuncia di una condizione di lavoro degradante, non certo cercare di mediare con il caporale sulle ore da recuperare prima o dopo un finto sciopero.

Per quanto riguarda le condizioni di lavoro poi, il problema non è solo la paga oraria, e non possiamo più accettare chi in maniera subdola “concerta” l’elemosina di 50 centesimi in più all’ora.

Per quanto sia “lodevole” l’iniziativa di alcuni datori di lavoro di arrivare a riconoscere 5.50 euro l’ora, in seguito all’aumento generalizzato del costo della vita, non riusciamo proprio ad esultare.

Perché strumenti come lo sciopero, la mobilitazione, le manifestazioni dovrebbero servire a rivendicare l’applicazione del CCNL e del CPL, la contrattazione privata del “salario di piazza” con i padroni per ottenere 50 centesimi di più, danneggia tutti i lavoratori!

È necessario inoltre che lavoro sia sinonimo di sicurezza, di formazione continua, troppe volte infatti nei nostri uffici si presentano lavoratori che oltre al danno dell’infortunio sul lavoro scoprono la beffa di non vederselo riconosciuto, spesso perché l’infortunio non è stato denunciato, o perché è stato preso in carico da finti mediatori o solo perché chi li riceve in ospedale non ha chiesto o capito la situazione, o non ha notato gli abiti sporchi di terra.

La Flai è da sempre al fianco di chi decide di denunciare caporali, padroni e sedicenti facilitatori, dimostrandolo con fatti concreti, infatti, non è un caso, che si sono rivolti a noi i primi 2 lavoratori che hanno ottenuto il permesso di soggiorno per giustizia in questa provincia di Latina, in un percorso che oggi li vede finalmente riconosciuti come cittadini e non solo come braccia da sfruttare.

Una piena e reale integrazione significa pensare e creare un modello di società dove i diritti non siano differenziati, dove i cittadini abbiano la sicurezza di vivere in uno stato di diritto, che sappiano che bisogna denunciare chi fornisce documenti falsi o ricatta un lavoratore.

Importante è stato Il lavoro delle forze dell’ordine, dell’ITL, negli ultimi anni nello scovare e punire chi ha creato un vero e proprio sistema composto da consulenti, facilitatori, mediatori che pur di spillare soldi non si fanno scrupoli a creare dal nulla documenti falsi.

È ovvio che i ritardi delle Questure e le lungaggini delle pratiche di rilascio dei permessi di soggiorno non fanno che peggiorare la situazione.

L’Agropontino, come il resto d’Italia, vede da ormai 30 anni una presenza stabile di migranti e da anni viviamo in una società multiculturale che vede più di un milione di bambini nati in Italia ma considerati migranti.

La riforma della cittadinanza quindi è un atto non più rinviabile e come Flai accogliamo con favore la notizia che è ripartito l’iter della riforma della cittadinanza in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Sentiamo spesso dire che la certezza della pena è fondamentale e ne siamo pienamente convinti, per questo ribadiamo di non capire le ragioni di chi invece di incitare una denuncia collettiva pensa che una sanatoria che con un colpo di spugna cancelli ogni problema sia la panacea.

La denuncia resta uno strumento importante nelle mani dei lavoratori ed è necessario che ne prendano coscienza, girarsi invece dall’altra parte di fronte alla presentazione di documentazione falsa, semplicemente ignorando segnali d’illegalità diffusa, non aiuterà di certo l’integrazione di chi vive oggi in condizioni di fragilità!

L'ENNESIMO BRACCIANTE MORTO NELLE CAMPAGNE


Circa 50 anni, Bracciante agricolo di origine Indiana che dormiva in un container all'interno di un'azienda agricola. Uno dei centinaia, dei migliaia di braccianti che vivono e lavorano nelle nostre campagne.

La sua storia però, finisce ieri sera, bruciato vivo a causa di una stufa malfunzionante, o meglio a causa di un sistema che tende a considerare i lavoratori come della merce, dell'attrezzatura, da utilizzare fino alla sfinimento e poi riporre in un container.

Confidiamo nelle indagini delle forze dell'ordine - dichiarano congiuntamente i Segretari Generali della Flai Cgil Giuseppe Cappucci e Stefano Morea - che si faccia piena luce sulle condizioni di lavoro e di vita del lavoratore - e, soprattutto, che in questa storia non venga dimenticato l'altro lavoratore coinvolto. È fondamentale infatti dare risposte certe, anche dal punto di vista delle condizioni alloggiative, che oltre alle esigenze legate al trasporto sono tra le misure previste anche dalla Legge contro lo sfruttamento lavorativo della Regione Lazio.

OPERAZIONE ANTI CAPORALATO A LATINA: 100 LAVORATORI AGRICOLI SFRUTTATI


Nel momento in cui alcuni lanciano l’allarme della difficoltà nel reperire il personale da impiegare nella lavorazioni dei campi, addossando questa difficoltà più al “reddito di cittadinanza” che all'estrema precarietà dei rapporti di lavoro e al rischio di essere sottopagati e intanto – contestualmente - si diffondono esiti di ricerche che ci consegnano una fotografia del Settore agricolo in provincia di Latina poco credibile che vede oltre l'83% dei lavoratori occupati con contratto regolare, dove si indica come soluzione per il contrasto allo sfruttamento l'abbassamento del salario al di sotto del CCNL di Settore; o addirittura, la proposta di qualche Istituzione dell'utilizzo dei Voucher a soluzione della piaga del Caporalato; ebbene, mentre l'orchestrina suona musica da ballo cercando di propinarci la vecchia cara storia che tutto va bene e che chi denuncia vuole male all'economia locale, la Procura della Repubblica, il GIP, la Polizia hanno portato a termine un’operazione di polizia giudiziaria, dando esecuzione a misure cautelari personali e reali.

Si è accertato l’esistenza di pratiche del tutto illegali nella filiera agroalimentare e sono state smascherate le illecite attività di intermediazione di lavoro. Sono state documentate situazioni di sfruttamento che riguardano circa 100 lavoratori agricoli. Nove sono i soggetti indagati, sette sono gli imprenditori e i soci di aziende agricole e altri due indagati sono di origine straniera. Con il Gip che ha quindi disposto la misura del controllo giudiziario di cinque aziende agricole.

Pertanto, in una provincia con un processo irreversibile di aumento delle dimensioni medie delle aziende agricole, la tipologia contrattuale più utilizzata rimane il lavoro stagionale che, quando va bene, è rinnovato al meglio di anno in anno senza alcuna garanzia di continuità. L’occupazione nel settore agricolo registra negli ultimi anni, un aumento consistente del numero dei lavoratori a tempo determinato (e/o del numero delle giornate complessive regolarmente versate presso Inps) ed un calo costante del numero di lavoratori a tempo indeterminato.

Riteniamo che anche la precarietà dei rapporti di lavoro è uno dei fattori che determinano la scarsa disponibilità di manodopera. L'agroalimentare è un settore trainante della nostra economia e non può basare la sua competitività sulla precarietà del lavoro. E non di rado sullo sfruttamento.

Nelle aziende agricole bisogna iniziare a stabilizzare i rapporti di lavoro ad ulteriore indice di qualità dei già eccellenti prodotti agricoli Pontini.

ASSEGNO UNICO PER I FIGLI A CARICO


Dal 1 gennaio 2022 è cambiata la legge per gli assegni familiari.

Se hai figli Dal 7' mese d gravidanza ai 21 anni puoi richiedere l’Assegno Unico e Universale (AUU) che sostituisce i vecchi assegni familiari ed è una misura universale, su base mensile, che sarà corrisposta a tutti i nuclei familiari sulla base della condizione economica.

Riguarda tutte le lavoratrici e i lavoratori, compreso il settore agricolo, in possesso dei requisiti richiesti dalla norma.

Per le domande presentate a gennaio e febbraio l’Assegno sarà corrisposto a partire dal mese di marzo 2022. Per le domande presentate entro il 30 giugno 2022 l’Assegno spetta con tutti gli arretrati.

Importante è fare prima possibile l ISEE, necessario per fare la domanda di ASSEGNO UNICO.

Per maggiori informazioni contattaci ai numeri 3456025436 - 3440704494 oppure scrivi una email a Sosflai@lazio.cgil.it

Ti aspettiamo!

#flaincampo #IoScelgoFlai

FLAI CGIL VICINA AL BRACCIANTE RAPINATO A LATINA. CARABINIERI SUBITO AL LAVORO

nella foto un bracciante al ritorno dai campi
Nella foto un bracciante al ritorno dai campi

23-12-2021. Un plauso ai militari dell'Arma dei Carabinieri per l'immediata disponibilità in difesa del bracciante agricolo rapinato ieri pomeriggio.

Il lavoratore in questione ha denunciato di essere stato rapinato dei pochi averi da due delinquenti che, su un'importante arteria stradale nel Comune di Latina, hanno fermato l'uomo a bordo della sua bicicletta fingendosi poliziotti e, con la scusa di cercare stupefacenti, gli hanno sottratto il denaro dal borsello per poi fuggire a tutta velocità a bordo di una autovettura civile, lasciando incredulo l'uomo che solertemente si era messo a disposizione, credendo di trovarsi al cospetto delle forze dell'ordine.

Una storia che ci lascia sgomenti in questi giorni di festa. Come si può privare un uomo di quei pochi soldi guadagnati stando piegato per ore sui campi?

L'importo sottratto al bracciante - frutto delle poche giornate lavorative accumulate il mese precedente -  se da una parte non ha arricchito i due balordi, dall'altra però ha certamente impoverito il lavoratore, la cui mortificazione per essere stato imbrogliato è la cosa che probabilmente più ci ha lasciato l'amaro in bocca; come se ci si dovesse sentire in colpa per qualcosa.

Purtroppo non è la prima volta che un bracciante al ritorno dai campi viene rapinato o derubato per strada, anche di pochi euro; proprio per questo, il coraggio del lavoratore dimostrato nello sporgere immediatamente denuncia assume una valenza ancora maggiore.
 
Come FLAI CGIL Frosinone Latina confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine sperando che i due malviventi verranno al più presto assicurati alla giustizia e continueremo a batterci affinché episodi del genere non si verifichino più.

TRATTAMENTO INTEGRATIVO PER GLI OPERAI AGRICOLI


Agli operai agricoli che hanno percepito la disoccupazione agricola nel 2021, l’INPS sta pagando il Trattamento Integrativo (ex Bonus Renzi), a meno che non siano state presentate dagli stessi lavoratori dichiarazioni/richieste per la rinuncia al beneficio.

Importante sapere che:

  • Il Trattamento Integrativo è un credito di imposta non bisogna presentare alcuna domanda, il bonus viene pagato automaticamente dall’Inps in base al numero di giornate indennizzate con la disoccupazione agricola (maggiorate della domenica)
  • le giornate di malattie, infortunio e di maternità indennizzate nell’anno di riferimento sono comprese nel conteggio
  • Nel caso in cui l’importo non dovesse essere pagato direttamente dall’INPS entro dicembre 2021, lo stesso potrà essere recuperato sulla dichiarazione dei redditi del prossimo anno.
  • BUONI PASTO: Verifica se nel tuo comune di residenza è aperto il bando e Affrettati a fare domanda se ne hai diritto! 

Rivolgiti alla FLAI CGIL Frosinone Latina per avere informazioni ed effettuare un controllo sul pagamento del Trattamento Integrativo, puoi contattarci anche su WhatsApp


3456025436 - 3440704494
Sosflai@lazio.cgil.it

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AGROPONTINO, ANCORA CAPORALATO: COINVOLTI 96 LAVORATORI E DUE LE MISURE CAUTELARI


I giornali di oggi ci consegnano l'ennesima notizia di sfruttamento e caporalato nelle campagne dell' Agropontino.
La continua e incessante attività, questa volta degli agenti della Guardia di finanza di Latina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina con il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, ha portato all'emissione di due misure cautelari nei confronti dei titolari di un'azienda florovivaistica.
Dalle prime notizie” - dichiara il Segretario Generale della FLAI CGIL Frosinone Latina Stefano Morea - “apprendiamo che l’operazione di polizia ha permesso di accertare come l’impresa abbia impiegato nel lavoro agricolo, nel corso degli ultimi due anni, complessivamente 96 lavoratori non in regola. Le condizioni di lavoro ed i metodi di sorveglianza pressanti e degradanti, attuati dagli indagati, sarebbero stati tali da generare nei lavoratori stranieri, costantemente provati da un profondo stato di bisogno e dalla necessità – spesso - di mantenere economicamente le famiglie d’origine, un totale assoggettamento psicologico al datore di lavoro”.

Se da un lato va il plauso alle forze dell'ordine” - continua il Segretario Generale Morea - “la notizia ci riempie di sgomento pensando che un altro centinaio di lavoratori di questa provincia abbia conosciuto la piaga del caporalato, trattati come merce e non come persone, costretti da una condizione d'estrema fragilità e assoggettamento psicologico al datore di lavoro".
Ribadiamo la necessità” - aggiunge il Segretario comprensoriale della FLAI - “di dare gambe alla sezione territoriale della rete del lavoro agricolo di qualità, anche per prevenire episodi come questo e di far sì che ci sia la piena applicazione delle L. 199/16”.

L'agricoltura di questo territorio ha la necessità di modificare la narrazione, di invertire la tendenza, e per farlo non si può che ripartire dal riconoscimento della dignità del lavoro, maggiori tutele e diritti per i lavoratori agricoli”. 

16 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE CGIL E UIL “INSIEME PER LA GIUSTIZIA”


“Insieme per la giustizia” i lavoratori e le lavoratrici giovedì prossimo, 16 dicembre, si mobiliteranno in occasione dello sciopero generale proclamato da CGIL e UIL. L’astensione dal lavoro sarà accompagnata da cinque manifestazioni a Milano, Bari, Cagliari, Palermo, Roma. Da quest’ultima città, in Piazza del Popolo, interverranno i segretari generali Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri.

Fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alle delocalizzazioni e alla precarietà, sanità, non autosufficienza e scuola sono i punti critici di questa manovra, considerata da entrambe le Confederazioni “inadeguata”. Per Cgil e Uil infatti “non ridistribuisce ricchezza, non riduce le disuguaglianze e non genera uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile”.

Le piazze. Alla manifestazione di Roma, che si terrà a partire dalle ore 10 in Piazza del Popolo, confluiranno le delegazioni di Lazio, Campania, Toscana, Abruzzo, Molise, Umbria, Marche, Romagna. Sul palco, dopo gli interventi di sei lavoratori, alle ore 11.30 prenderanno la parola i segretari generali di CGIL e UIL, Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri.

A Bari, la manifestazione si svolgerà dalle ore 10 in Piazza Libertà, con la partecipazione delle delegazioni di Puglia, Molise, Basilicata, Calabria. Previsti, tra gli altri, gli interventi di Gianna Fracassi, vice segretaria generale della CGIL e di Domenico Proietti, segretario confederale UIL.

A Milano, l’appuntamento è in Piazza Castello per tutte le regioni del Nord, Lombardia, Piemonte, Liguria, Trento, Bolzano, Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia. Il corteo arriverà all’Arco della Pace, dove, dalle ore 10, si alterneranno gli interventi, tra i quali, quelli delle segretarie confederali CGIL e UIL Tania Scacchetti e Ivana Veronese.

A Cagliari e Palermo, manifestazioni a partire dalle ore 9.30, rispettivamente in Piazza dei Centomila e in Piazza Verdi. A Cagliari, le conclusioni saranno affidate al segretario confederale della CGIL, Roberto Ghiselli; a Palermo, invece, concluderanno, la segretaria confederale della UIL, Tiziana Bocchi, e il segretario confederale della CGIL, Emilio Miceli.

Dallo sciopero è esonerato il settore della sanità e i servizi collegati, per salvaguardare il diritto prioritario alla salute dei cittadini in questa fase di emergenza pandemica.

Accrediti stampa. I giornalisti che vorranno seguire in presenza la manifestazione di Roma potranno accreditarsi direttamente in Piazza del Popolo il 16 dicembre. Sarà necessario esibire il green pass.

Diretta streaming. Sarà possibile seguire la giornata di mobilitazione in diretta sui siti, testate e canali social di CGIL e UIL.












RINNOVO CCNL ARTIGIANI AREA ALIMENTARE E PANIFICAZIONE 2019-2022



Lunedì 6 dicembre è stato firmato a Roma, presso la sede di CNA, con la presenza di tutte le parti datoriali del settore e le delegazioni trattanti di Fai Flai e Uila collegate da remoto, l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale Artigiani Area Alimentare e Panificazione (01/01/2019 – 31/12/2022), che coinvolge circa trentamila aziende e oltre centomila lavoratrici e lavoratori.
 
Di seguito, i contenuti dell’intesa: 
Parte prima - Imprese Artigiane Alimentari e Panificazione. 
 
1)Recepimento dell’accordo interconfederale del 26 novembre 2020.

2)Art. 5: rilancio della contrattazione di secondo livello attraverso il rinnovamento del modello tradizionale che va a includere la contrattazione di distretto, monitorato annualmente dall’Osservatore Nazionale di settore.

3)Art 6: aumento da 32 a 40 ore retribuite per la formazione e l’aggiornamento continuo delle lavoratrici e dei lavoratori.

4)Art. 24 e 24 bis: possibilità, per la lavoratrice madre o il lavoratore padre in condizioni di mono-affidatario, di prolungare di sei mesi continuativi il periodo di esenzione dal lavoro notturno, a partire dal terzo anno di vita del proprio figlio; le maggiorazioni previste da questi articoli, saranno calcolate, a partire dal 1° dicembre, non più sulla retribuzione tabellare ma su quella globale di fatto, con evidente vantaggio per i lavoratori e le lavoratrici;

5)Art. 21: impegno delle Parti a costituire una Commissione Tecnica volta ad aggiornare/integrare le attuali declaratorie presenti nella classificazione del personale.

6)Art. 38: definizione delle causali di ricorso al contratto a tempo determinato;

7)Art 47: per i genitori di figli fino a tre anni d’età, sono previste forme di flessibilità nell’orario di entrata e uscita, per l’inserimento degli stessi all’asilo nido. Inoltre, per le lavoratrici e i lavoratori viene prevista la possibilità, durante la fruizione di periodi di astensione facoltativa dal lavoro, di ottenere l’anticipazione del TFR nella misura del 30% per una sola volta e con una anzianità di almeno 8 anni presso il datore di lavoro.

8)Art 60: riconoscimento ai lavoratori immigrati delle 150 ore di permesso retribuito ai sensi dell’art 64 (diritto allo studio) per l’apprendimento della lingua italiana.

9)Nuovo Art.: introduzione del lavoro intermittente in forma sperimentale, fino al 31 dicembre 2023 limitato alle sole figure di lavoratori che effettuano esclusivamente la presa in carico e la consegna dei prodotti presso il domicilio dei clienti del datore di lavoro; si prevede l’indennità di disponibilità pari al 25% della retribuzione globale di fatto e una indennità mensile pari al 7% sempre della retribuzione globale di fatto per maneggio denaro.

10)Aumento salariale - parte Artigiana alimentare: 77,00 euro al livello 3°A con le seguenti
  • 32,00 euro dal 1° novembre 2021;
  • 30,00 euro dal 1° marzo 2022;
  • 15,00 euro dal 1° luglio 2022.


11) Aumento salariale - parte Panificazione Artigiana: 74,00 euro al livello A2 con le seguenti

  •  32,00 euro dal 1° novembre 2021;
  • 30,00 euro dal 1° marzo 2022;
  • 15,00 euro dal 1° luglio 2022.

12) “Una Tantum” pari a 140,00 euro lordi, sia sulla parte artigiana che per la panificazione,
erogata in due soluzioni, la prima pari a 70,00 euro con la retribuzione del mese di febbraio
2022, la seconda pari a 70,00 euro con la retribuzione del mese di aprile 2022.

Parte seconda Imprese non artigiane del settore alimentare che occupano fino a 15 dipendenti.

1) La parte normativa viene allineata ed integrata a quanto previsto dal Ccnl UnionAlimentari-
Confapi;

2) Aumento salariale, a parametro 137, pari a 88,13 euro erogati con le seguenti tranche

  • 25 euro già erogati a febbraio 2021;
  • 21,43 già erogati ad aprile 2021;
  • 20,85 euro dal 1° novembre 2021
  • 20,85 euro dal 1° gennaio 2022


In questo modo è stato previsto il completo allineamento a partire dal 1° gennaio 2022 delle
retribuzioni di questo contratto a quello dell’industria alimentare.

Le Segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila esprimono soddisfazione per l’accordo siglato che,
nonostante la lunga trattativa vincolata dalla pandemia, incrementa in modo significativo le tutele e i
salari dei tanti lavoratori e lavoratrici del settore.
Tramettiamo in allegato il testo dell’accordo.
Cordiali saluti

Fai-CISL Giorni - Anselmi

Flai-CGIL Gambillara - Franzese

Uila-UIL Majrone - Sette

DISOCCUPAZIONE AGRICOLA 2022: LE NOSTRE RADICI, IL TUO FUTURO



CHI HA DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA

La disoccupazione agricola è una particolare indennità a cui hanno diritto gli operai agricoli iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli e le figure equiparate (cioè i piccoli coloni, i compartecipanti familiari ed i piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari). La disoccupazione agricola spetta anche agli operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno. La disoccupazione non spetta ai lavoratori già titolari di pensione diretta nell’anno di competenza della prestazione. Nel caso di pensionamento in corso di anno il numero delle giornate indennizzate per disoccupazione agricola viene riproporzionato rispetto al numero di mesi antecedenti la decorrenza della pensione.

REQUISITI
I requisiti richiesti per aver diritto alla disoccupazione agricola sono l’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, 2 anni di anzianità assicurativa e almeno 102 giornate lavorate nel biennio.

IMPORTO
L’importo giornaliero della indennità di disoccupazione agricola è fissato nella misura del 40% della retribuzione di riferimento. Dall’importo spettante viene detratto il 9% per ogni giornata di indennità di disoccupazione erogata a titolo di contributo di solidarietà. Questa trattenuta viene effettuata per un numero massimo di 150 giorni. Agli operai agricoli a tempo indeterminato l’indennità viene erogata per un importo pari al 30% della retribuzione effettiva e non è applicata la trattenuta per il contributo di solidarietà.

DURATA
La disoccupazione agricola è indennizzata per il numero di giornate effettivamente lavorate nell’anno di riferimento. Tale numero non può comunque essere superiore alla differenza tra il parametro fissato dalla legge (365 gg.) e le giornate di effettiva occupazione in attività agricola e non agricola, prestate nell’anno di riferimento. Sono inoltre da considerare non indennizzabili e quindi da detrarre dal parametro (365 gg.) le giornate relative a particolari eventi per i quali l’interessato abbia già fruito di prestazioni economiche di carattere previdenziale quali malattia, maternità, infortunio sul lavoro, etc.

ANF - ASSEGNO AL NUCLEO FAMIGLIARE
Contestualmente alla domanda di indennità di disoccupazione agricola può essere avanzata la richiesta dell’assegno al nucleo familiare (ANF). L’Inps eroga l’assegno per il nucleo familiare sull’indennità di disoccupazione spettante e, limitatamente agli operai agricoli a tempo determinato, sull’attività lavorativa prestata. Agli operai agricoli a tempo determinato (O.T.D.), iscritti negli elenchi nominativi per almeno 101 giornate annue di lavoro, l’ANF spetta per l’intero anno (312 gg. pari a 26 giornate mensili). Il diritto all’ANF per l’intero anno e’ garantito per la sola iscrizione negli elenchi anagrafici per almeno 101 giornate di lavoro, a prescindere, quindi, dal diritto o percezione dell’indennità di disoccupazione agricola. I requisiti relativi al reddito ed alla composizione del nucleo familiare sono gli stessi previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

CONTRIBUTI FIGURATIVI
Per i periodi di corresponsione dell’indennità di disoccupazione agricola e’ riconosciuta ed accreditata la contribuzione figurativa, calcolata detraendo dal parametro 270 (anno intero ai fini pensionistici) le giornate lavorate e quelle già indennizzate ad altro titolo. Le giornate accreditate figurativamente sono utili ai fini del diritto e della misura delle pensioni.


DOCUMENTI NECESSARI
Per tutti i lavoratori
  • Fotocopia carta di identità
  • Fotocopia codice fiscale
  • Attestazione IBAN rilasciata dalla Banca o Posta
Solo per i lavoratori extracomunitari
  • Fotocopia del passaporto con tutte le pagine timbrate.
  • Fotocopia permesso o carta di soggiorno
Per coloro che intendono richiedere gli assegni famigliari
  • Fotocopia codici fiscali di tutti i famigliari
  • Dichiarazione dei redditi (730, Unico, CU) 


A BOLOGNA 24 E 25 NOVEMBRE PER I 120 ANNI DI FEDERTERRA


Passato e presente in un gioco di specchi nel segno dei diritti e delle tutele, contro lo sfruttamento di ieri e di oggi.

Una ricorrenza che abbraccia un secolo e guarda al futuro. Flai Cgil ha dato appuntamento a Bologna, ieri 24 e oggi 25 novembre, per celebrare i 120anni dalla nascita della Federterra, la Federazione nazionale dei lavoratori della terra, che fu costituita proprio nella città felsinea in quei due giorni del 1901. All’alba di un secolo che avrebbe visto il movimento dei lavoratori diventare ancora più forte, nonostante le repressioni del ventennio fascista. Federterra fu una delle prime organizzazioni sindacali, vi confluirono le cooperative di braccianti salariati, le leghe di miglioramento e resistenza, le cooperative fra lavoratori della terra, i mezzadri, i piccoli affittuari, e perfino i piccoli proprietari. ‘United we stand’, uniti resistiamo: la parola d’ordine che era delle Unions inglesi, veniva raccolta anche da Federterra, che naturalmente fu combattuta e poi soppressa dal regime mussoliniano. Ma quella terra era e restava fertile, così il 23 marzo del 1944, a guerra ancora in corso, Federterra si ricostituì a Bari. Per poi trasformarsi, due anni dopo, in un paese liberato dal nazifascismo, nella Confederazione generale dei lavoratori della terra, la Confederterra che subito aderì alla Cgil. Un cammino che parte da lontano fino ad arrivare alla Flai Cgil che conosciamo.

Dai temi della rappresentanza a quelli della sicurezza, passando per il protagonismo delle donne, le emigrazioni e il lavoro agricolo, sono stati gli argomenti discussi, con il contributi di ospiti importanti.

La due giorni è stata aperta da Giovanni Mininni, Segretario Generale Flai Cgil; sono intervenuti: Emanuele Bernardi, Storico – Università La Sapienza di Roma; Silvia Bianciardi, Storica – Università telematica e-Campus; Alessandra Corrado, Sociologa – Università della Calabria; Valerio Evangelisti, Scrittore; Adriano Prosperi, Storico – Scuola Normale di Pisa; Carlo Buttaroni, Sociologo – Presidente di Tecné; Teresa Del Giudice, Economista – Università Federico II di Napoli; Davide Fiatti – segretario nazionale Flai Cgil; Rossano Pazzagli, Storico – Università del Molise – Istituto A. Cervi; la conclusione dei lavori è stata di Maurizio Landini, Segretario Generale Cgil. Hanno moderato i dibattiti Antonella De Marco della Flai nazionale e Simona Maggiorelli, Direttrice di Left.

Vedi le dirette delle due giornate

24 novembre 2021


25 novembre 2021









"ALT CAPORALATO", LA FLAI CGIL SOTTOLINEA L'IMPORTANZA DELL'OPERAZIONE MA ORA NON LASCIAMO SOLI I LAVORATORI


Bene l'operazione straordinaria di vigilanza da parte dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro nella settimana compresa tra il 18 e il 22 ottobre, nell'ambito di "ALT Caporalato", il progetto contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Eccellenti sono stati la partecipazione e l'ausilio nella task force della competenza dei mediatori culturali dell'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni).

Apprendiamo come FLAI CGIL che nel corso dell'operazione di vigilanza congiunta, che si è tenuta sul territorio dei Comuni di Latina, Cisterna, Fondi, Sabaudia e Terracina, sono state controllate complessivamente 24 attività imprenditoriali, tutte irregolari per lavoro nero, violazioni in materia di orario di lavoro, sicurezza sul lavoro e normativa anti-Covid. Inoltre, sono state verificate 251 posizioni lavorative, di cui 171 relative a lavoratori extra-UE.

Preoccupante il riscontro della attività ispettiva dei 19 lavoratori completamente "in nero", di cui cinque di nazionalità indiana senza regolare permesso di soggiorno, gravissimo che tra essi ci sia anche un minore.

Ora attendiamo un riscontro sulla sussistenza dell'ipotesi di reato di "Caporalato", in ordine alla reiterata corresponsione di retribuzioni palesemente inferiori rispetto ai contratti collettivi nazionali o territoriali.

Dobbiamo dare atto, in questo caso, che la L.199/2016 ha introdotto questa possibilità di colpire penalmente gli sfruttatori, ma anche il coordinamento delle attività investigative e la sospensione delle attività imprenditoriali.

Adesso però diventa fondamentale non lasciare soli i lavoratori individuati nelle aziende coinvolte, attuando soluzioni di emersione e regolarizzazione, soprattutto per tutti quelli che - privi di permesso di soggiorno - sono di fatto le vittime più fragili di questo meccanismo di sfruttamento.